Come nasce Rest to Fest?
Rest to Fest è nato da un gruppo di under 30 che già collaboravano con Tékhné APS, Altera APS e San Salvario Emporium e che nei loro percorsi personali e professionali hanno iniziato a farsi le stesse domande.
Domande tipo: “Perché devo fare sempre tutto, tanto, di corsa?” o “Perché per sentirsi realizzati bisogna per forza inseguire un modello di successo che non ci appartiene?”
Intorno, le notizie sulla crisi climatica si facevano sempre più insistenti. E anche al pianeta sembrava venisse chiesto sempre di più: più produzione, più consumo, più risorse bruciate prima ancora che potessero rigenerarsi.
A un certo punto è scattata una riflessione semplice, ma forse rivoluzionaria: se chiedessimo a noi stesse un po’ meno, forse anche al pianeta verrebbe chiesto meno?
Da lì è nato il parallelismo che oggi è il cuore di Rest to Fest: la nostra salute mentale e la salute del pianeta sono profondamente connesse. Lo stress di dover essere sempre performanti e la pressione di dover consumare sempre di più sono due facce della stessa medaglia.
Non abbiamo la pretesa di avere tutte le risposte. Ma abbiamo un desiderio chiaro: ridisegnare insieme l’idea di successo.
Per questo abbiamo sentito il bisogno di trovare altre persone con cui condividere questo percorso. Persone che, come noi, cercano un’alternativa alla corsa. Che credono che prendersi cura di sé non sia egoismo, ma un primo passo per prendersi cura del mondo.
Rest to Fest è nato così: dal desiderio di incontrarsi, di fare attività creative, artistiche e divertenti che però ci aiutino a riflettere. Tre giorni per esplorare insieme un futuro più lento, più gentile, più sostenibile.
Per la terra e per chi la abita.
Il progetto Rest to Fest ha ricevuto il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando SparkZ che si propone di promuovere il protagonismo giovanile come energia trasformativa capace di generare partecipazione, innovazione sociale e nuove forme di cittadinanza attiva.



